Non esiste un costo uguale per tutte le vendite. A incidere possono essere la mediazione immobiliare, alcuni documenti o attività professionali, eventuali interventi emersi dalle verifiche e, solo in determinate situazioni, aspetti fiscali. Il mutuo residuo non è invece un costo della vendita, ma può incidere sulla somma che rimarrà effettivamente disponibile.
Quando si pensa ai costi di una vendita immobiliare, è facile cercare una cifra o una percentuale che permetta di fare rapidamente il conto.
In realtà, il punto di partenza dovrebbe essere un altro.
Non tutte le spese possibili riguardano tutte le vendite.
Alcune possono essere conosciute prima ancora di mettere l'immobile sul mercato.
Altre dipendono dalla situazione tecnica e documentale della casa.
Altre ancora riguardano soltanto determinate condizioni del proprietario.
Per questo sapere quanto costa vendere casa significa prima di tutto capire quali costi riguardano realmente quella vendita.
Ed è una verifica che, nella maggior parte dei casi, può iniziare molto prima di trovare un acquirente.
Una parte del quadro economico può essere costruita fin dall'inizio.
Se scegli di affidare la vendita a un'agenzia immobiliare, per esempio, conoscerai il compenso concordato per la mediazione.
Non esiste una percentuale stabilita per legge e le condizioni possono variare tra operatori e incarichi.
Nella nostra esperienza sul mercato di Pescara, le provvigioni richieste al venditore si collocano frequentemente in una fascia indicativa compresa tra il 3% e il 5% del prezzo di vendita, oltre IVA.
Non è una tariffa ufficiale e non significa che tutte le agenzie applichino queste percentuali.
È però una voce che può essere conosciuta prima di iniziare e quindi inserita immediatamente nel quadro economico dell'operazione, insieme ai servizi compresi e alle condizioni concordate.
Lo stesso principio vale per alcune attività necessarie alla preparazione della vendita.
Una parte della documentazione potrebbe essere già disponibile.
Alcuni documenti potrebbero dover essere reperiti o aggiornati.
Può essere necessario predisporre l'Attestato di Prestazione Energetica (APE) o richiedere l'intervento di un professionista per determinate verifiche.
Il punto non è attribuire a ogni documento un costo.
È sapere che cosa possiedi già, che cosa manca e quali attività saranno effettivamente necessarie.
Questa prima ricognizione permette già di individuare una parte delle spese prima che la vendita abbia inizio.
C'è poi una seconda categoria che non può essere determinata guardando semplicemente il prezzo della casa.
Riguarda la situazione tecnica e documentale dell'immobile.
Le verifiche possono confermare che tutto è correttamente allineato e che non sono necessarie ulteriori attività.
Oppure possono evidenziare qualcosa che richiede un approfondimento.
Una difformità.
Un documento da ricostruire.
Una pratica da verificare.
Una situazione urbanistica o catastale che richiede l'intervento di un tecnico.
Non tutte queste circostanze comportano necessariamente una regolarizzazione e, soprattutto, non possono essere trattate come se avessero tutte lo stesso costo.
È proprio qui che una cifra standard perde significato.
Due immobili dello stesso valore possono richiedere percorsi molto diversi per essere pronti alla vendita.
Non perché uno dei due sia necessariamente problematico, ma perché ogni immobile ha una propria storia documentale e urbanistica.
Quando emerge la necessità di un'attività specifica possono quindi aggiungersi onorari professionali, pratiche tecniche, eventuali diritti o altri costi legati alla situazione riscontrata.
Ed è uno dei motivi per cui verificare l'immobile prima di metterlo sul mercato ha anche una conseguenza economica:
permette di conoscere prima ciò che altrimenti potrebbe emergere quando la vendita è già in corso.
Non tutti i costi dipendono dall'immobile.
Alcuni possono derivare dalla situazione personale del proprietario e dalle caratteristiche con cui l'immobile è stato acquistato, posseduto o trasferito.
La fiscalità è l'esempio più evidente.
Vendere casa non significa automaticamente pagare una tassa sul prezzo incassato.
In determinate circostanze, però, dalla vendita può derivare una plusvalenza immobiliare fiscalmente rilevante.
Stabilire se questo accada e quale disciplina sia applicabile richiede di conoscere la situazione specifica.
Per questo non avrebbe senso aggiungere al costo della vendita una percentuale fiscale valida indistintamente per tutti.
Se esistono le condizioni che possono avere rilevanza fiscale, è una voce da verificare preventivamente con il professionista competente.
Ancora una volta il principio non cambia:
prima stabilire se quel costo riguarda la propria vendita, poi quantificarlo.
Se sull'immobile esiste ancora un mutuo, c'è un'altra cifra importante da conoscere.
Ma è utile chiamarla con il suo nome.
Il capitale che devi ancora restituire alla banca non è una spesa generata dalla vendita. È un debito già esistente.
Può però incidere in modo significativo sulla somma che rimarrà effettivamente disponibile dopo l'operazione.
Per questo, quando si vende una casa con un finanziamento ancora in corso, il debito residuo e le modalità con cui verrà gestito devono entrare nel quadro complessivo.
È un tema distinto dai costi della vendita e merita una valutazione specifica.
Nella compravendita, salvo diverso accordo, le spese dell'atto notarile sono normalmente sostenute dall'acquirente.
Naturalmente possono esserci attività o documenti relativi alla situazione del venditore che comportano costi propri.
Ma il costo del rogito non deve essere automaticamente considerato una normale spesa a carico di chi vende.
È un buon esempio del motivo per cui conviene distinguere le spese che appartengono all'operazione dalle spese che riguardano effettivamente il venditore.
A questo punto possiamo rispondere alla domanda iniziale senza ricorrere a una cifra generica.
Prima di mettere l'immobile sul mercato è possibile verificare:
Non tutte queste voci produrranno necessariamente una spesa.
Ed è proprio questa la distinzione importante.
Il costo della vendita non è la somma di tutto ciò che potrebbe accadere. È la somma di ciò che riguarda realmente quella specifica operazione.
Costruire questo quadro prima permette di affrontare la vendita sapendo quali elementi economici sono già definiti e quali devono ancora essere verificati.
Quanto costa vendere casa a Pescara?
Non esiste una cifra valida per ogni proprietario e per ogni immobile.
Alcuni costi possono essere conosciuti fin dall'inizio.
Altri emergono soltanto dopo aver verificato la situazione della casa.
Altri ancora esistono esclusivamente in determinate circostanze.
Per questo, prima di chiedersi semplicemente “quanto costa vendere casa?”, c'è una domanda più utile:
“Quali di questi costi riguardano realmente la mia vendita?”
Rispondere prima a questa domanda permette di iniziare il percorso con un quadro molto più chiaro dell'operazione.
Prima di mettere l'immobile sul mercato può essere utile ricostruire non soltanto il suo valore, ma anche le verifiche e le principali voci economiche che possono riguardare la vendita.
Se vuoi confrontarti sulla tua situazione, SpazioCasa Immobiliare può aiutarti ad analizzare l'operazione nel suo insieme e a costruire il percorso di vendita partendo da informazioni concrete.
Parliamone.
Ogni situazione merita il giusto confronto
A cura di
Massimiliano Rosa
Massimiliano Rosa è un agente immobiliare con oltre vent'anni di esperienza nelle compravendite e nelle locazioni. Nel corso della sua attività ha affiancato proprietari e investitori nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio immobiliare, sviluppando un approccio basato su ascolto, trasparenza e strategia.
Convinto che ogni decisione importante debba nascere da un'attenta analisi, oggi mette la sua esperienza al servizio di chi desidera vendere, acquistare o locare un immobile con maggiore consapevolezza.
Attraverso il blog di SpazioCasa Immobiliare condivide guide, approfondimenti e consigli pratici per aiutare i lettori a orientarsi nel mercato immobiliare e prendere decisioni informate.